Boss in Incognito: le persone hanno un valore


Questo pomeriggio ho avuto modo di vedere in replica su Rai Due 'Boss in Incognito'.
Ormai la sfiducia è una costante, un buon programma decide di dare un messaggio positivo in un pigro pomeriggio invernale.
La pioggia batte dietro i vetri quando mi imbatto in questo programma. Ne avevo sentito parlare sulle guide tv, è andato in prima serata lunedi scorso, ma non l'ho guardato.

Il format è semplice: il capo di un'azienda si camuffa e si intrufola all'interno del suo sistema produttivo e organizzativo in incognito, per carpirne punti deboli e pregi sul campo.
Il boss che diventa apprendista, il padrone che diventa operaio, il ricco che si fa povero....poteva trattarsi del solito programma luogo-comune, infarcito di cattiveria, di ira e tavoli buttati all'aria (che fanno tanto ascolti): il clichè del capo che scopre le falle nella sua azienda, alterandosi e sbraitando contro gli operai rei di essere dei fannulloni, con urla e sbattimenti di porta annessi, poteva essere in agguato.
Stavolta è toccato a David Hassan del franchising '7 camicie', calatosi nei panni di Eddy, un tuttofare con il ciuffo e i capelli ossigenati.

Oggi ho avuto modo di vedere che invece non c'è stato nulla del genere, anzi al contrario il programma puntava molto sulla personalità e sulle storie private degli impiegati, mettendo in evidenza che essi non sono solo numeri o 'macchine da lavoro', bensì persone, con i loro problemi, le loro storie, le loro lotte quotidiane. Questo è stato l'aspetto più preso in considerazione.



Gente che ogni giorno combatte con le proprie necessità, con i propri guai, con il proprio passato che si fa presente, con i propri sogni chiusi in un cassetto, con i conti che quadrano a fatica.

Quello che ha focalizzato il programma è stato proprio il sottolineare che dietro ad ogni persona c'è una storia, una battaglia che si sta vivendo, e si deve essere sempre gentili, perchè quello che prova ognuno, non è quello che appare, o quello che si vede. A maggior ragione quando si vede, si deve far si che quella persona non si senta sola.
L'umanità in primo piano.
L'umanità del boss, che in primis si è impegnato non solo a controllare la sua produzione, ma soprattutto a conoscere chi lavora per lui, è stato un esempio. L'umanità della gente normale, che ogni giorno va avanti fra tanti problemi, con dignità.
Una puntata che ha fatto riflettere, ha fatto pensare, ha fatto commuovere.

Il morale della favola che possiamo trarre da questa prima puntata di 'Boss in Incognito', al di la del fatto che crediate o meno al programma, che vi piaccia o meno, o che snobbiate del tutto la tv....
'Chi ha di più deve dare a chi ha di meno'.
Che esso sia un aiuto economico, ma anche che esso sia un aiuto morale, una parola di conforto, un consiglio, una pacca sulla spalla, un sorriso.


Oggi è Don Bosco, un grande Santo, quale miglior modo di concludere questa riflessione se non proprio con le sue parole:
'
Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. È questo il grande programma, il quale praticando, tu potrai vivere felice, e fare molto bene all'anima tua.'



CONVERSATION

11 commenti:

  1. Che bel post, mi piace questa visione, e soprattutto la frase di Don Bosco!

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  2. Mi ha sorpreso che 7 camicie abbia intrapreso questa strada =)
    conosco alcune persone dell' ufficio commerciale e mai avrei immaginato !
    mi piace questo programma , lo guarderò


    www.TheFashionCoffee.com

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  3. 'Chi ha di più deve dare a chi ha di meno'... ricordiamolo sempre

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  4. semplicemente toccante. Le trasmissioni che dovrebbero dare un senso alla vita di ognuno di noi

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GRAZIE PER I VOSTRI COMMENTI

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